
Non è quello che chiedi. È quello che non arriva.
Ci sono coppie che non litigano per grandi problemi.
Litigano per cose apparentemente piccole, quotidiane: una richiesta fatta più volte, qualcosa che non viene fatto, una risposta che non arriva. All’inizio sembra solo una dimenticanza. Poi diventa fastidio. Poi diventa sempre la stessa discussione.
Uno dei due chiede. Ricorda. Ripete.
L’altro rimanda, si distrae, evita… oppure dice che “non è così importante”. E a quel punto succede qualcosa. Chi chiede inizia ad alzare il tono, perché non si sente ascoltato. Chi riceve la richiesta si chiude o si difende, perché si sente attaccato.
E nel giro di poco vi ritrovate di nuovo lì:
uno che insiste
uno che si allontana
uno che si arrabbia
l’altro che non capisce perché
Il problema, però, non è la cosa in sé. Non è quello che viene chiesto. È quello che quella richiesta significa.
Per chi insiste, non è solo “fare quella cosa”. È sentirsi considerato, visto, importante.
Per chi si chiude, non è solo “una richiesta”. È sentirsi sotto pressione, giudicato, mai abbastanza.
Ma tutto questo… non viene detto. E così ognuno reagisce a modo suo, senza capire davvero cosa sta succedendo dall’altra parte. È qui che nasce il blocco: non è che non vi parlate.
È che quello che provate… non arriva.
Una strategia per iniziare a cambiare
La prossima volta che succede, prova a fare qualcosa di diverso. Non partire subito dal contenuto della discussione (“Perché non l’hai fatto?” / “Te l’ho già detto mille volte”).
Fermati un attimo prima.
E chiediti: “Cosa sto cercando davvero di ottenere in questo momento?” È collaborazione?
È attenzione? È sentirti importante per l’altro? E poi prova a fare un passo in più. Invece di ripetere la richiesta nello stesso modo, prova a dire cosa c’è sotto:
“Non è tanto questa cosa… è che quando non succede mi sento poco considerato/a.” Allo stesso modo, se sei dall’altra parte, prova a fermarti prima di difenderti. E chiediti: “A cosa sta reagendo davvero l’altro?” Non alla richiesta. Ma a quello che sente quando quella richiesta non viene accolta. Non risolverà tutto subito. Ma cambia qualcosa di fondamentale: sposta la conversazione da “chi ha ragione” a “cosa sta succedendo tra noi”.
Ed è da lì che si inizia davvero a uscire dagli stessi litigi.

